Cucina

TERAPIA CULINARIA

Siamo finalmente giunti alla fine del 2020, reduci da un anno alquanto sconvolgente, che ha apportato diversi cambiamenti al nostro modo di vivere, rendendolo certamente più casalingo e monotono.

In qualunque modo ci siamo dovuti adattare materialmente alla nuova situazione. Ad esempio all’utilizzo dei dispositivi elettronici per il lavoro, le lezioni scolastiche, la gran parte dei contatti sociali… insomma per vivere, o meglio sopravvivere; così come l’uso di mascherine, gel igienizzanti e altra mercanzia sanitaria del genere, che per chissà quanto tempo ancora ci accompagnerà. Ma oltre a questo, anche l’adattamento “morale”, o per meglio dire psicologico, è stato molto importante se non fondamentale. Come un fulmine a ciel sereno, un minuscolo quanto letale virus ha stravolto in ogni senso la vita di tutti noi, da un momento all’altro ci siamo ritrovati costretti in casa senza la possibilità di uscire, talvolta anche per diversi giorni.

Nella mia città risuonava addirittura la voce del nostro sindaco che ci invitava caldamente a non abbandonare il proprio domicilio, e devo dire che faceva letteralmente venire i brividi. Sembrava quasi di essere i protagonisti di un film con un’invasione zombie. Strade deserte e silenzio tombale, mancava solo più Robert Neville di “Io sono leggenda”.

Costretti al lockdown ci siamo dovuti rimboccare le maniche, per non rischiare di entrare in uno stato di passività nei confronti del mondo, o ancor peggio di cadere in depressione. La nostra è una mente multitasking e quindi moltissime sono state le idee tirate fuori per impiegare l’apparente troppo tempo. Costretti a trascorrere nelle nostre quattro mura: c’è chi ha disegnato, c’è chi ha scritto, chi ha dipinto, persino chi ha ricamato, chi ha cercato di imparare nuove lingue, chi ha cucinato… già, cucinato. Tutti in quarantena, in un modo o nell’altro, chi più chi meno, ci siamo “sperimentati”, o siamo stati obbligati a farlo, ai fornelli. Così chi in solitaria, chi in compagnia della propria famiglia, ha visto riemergere il piccolo MasterChef che era sepolto nel profondo di ognuno di noi.

Ora, com’è noto, i talenti il buon Dio non li ha distribuiti in egual misura, e non tutti sono provvisti delle magiche capacità del topino Rémy di “Ratatouille”, quindi per non rischiare ulteriore depressione o improvvise esplosioni nella vostra cucina, eccovi una ricettina molto semplice quasi del tutto a km 0, ottima anche per chi si è ritrovato qualche chiletto di troppo dopo le festività. Si tratta di una insalatina “povera ma buona” di rape, porri e formaggio!

Partiamo da semplici e basilari ingredienti:

  • 1 rapina (state tranquilli, non è una puntata della famosa serie Netflix “La casa di carta”, è semplicemente una piccola rapa)
  • 1 porro, rigorosamente di Cervere
  • Un pezzetto di un formaggio caprino erborinato a vostra scelta, ma ricordate che più saporito è, meglio è
  • Olio extravergine di oliva, proveniente dall’entroterra ligure e possibilmente prodotto con olive taggiasche
  • Sale

Il procedimento è veramente semplice, dopo aver pulito e sbucciato per benino entrambe le verdure, tagliatele a tocchetti e aggiungeteci il formaggio che avete scelto. Condite con olio e sale, mescolate evitando di schiacciare il formaggio, e il gioco è fatto. Ve l’avevo detto che sarebbe stato semplice! Ma fidatevi che in questa umile ricetta si nasconde un gusto inebriante che vi travolgerà. L’aggiunta di altri ingredienti non è assolutamente vietata, come ad esempio 4 o 5 olive, persino qualche cappero o dei pomodorini a fettine sottili e non acquosi, ma qui si rischia di cadere nel banale. Sta soltanto a voi scegliere come arricchire questa sfiziosa insalatina. Inoltre, per rispettare il più possibile il km 0, vi consiglio di accompagnare il tutto con dei deliziosi grissini del Roero: la combinazione è veramente eccezionale, posso confermarvelo personalmente.

 Mi raccomando però, non fatevi influenzare dal timore che l’odore deciso del porro vi possa in qualche modo nuocere ai vostri già scarsi contatti sociali. Il distanziamento sociale e le mascherine, nel caso, giocheranno a vostro favore! È certo che l’aglio tiene lontani i vampiri, chi ci dice che il porro non contribuisca almeno a “spaventare” il coronavirus? 

Lucia Cravero
Mi chiamo Lucia, all'alba della maggior età frequento il quinto anno dell'Istituto alberghiero di Mondovì. Vivo di musica, amo cantare ed è sempre un'agonia quando la voce mi abbandona. Nel resto del mio tempo libero mi diletto nello scrivere, e dato che in questo giornale tratto l'argomento dell'enogastronomia, cercherò sempre in tutti i modi di farvi venire l'acquolina in bocca!

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