Il falò mi sta scaldando la faccia, lo sento, forte e caldo. Purtroppo ciò vuole dire che siamo arrivati alla fine del viaggio. La musica si accende, è lieve inizialmente. La conosco, ormai mi si è “tatuata” nella testa. Gli occhi mi si inumidiscono, so già cosa sta per succedere, e non voglio che succeda, ma è inevitabile, è una cosa che non si può fermare. Le lacrime iniziano a scendere lentamente lungo il viso, lo rigano, lo solcano come fanno gli aratri. Adesso è difficile anche distinguere tutte le lingue di fuoco come ho fatto fino a poco fa. I lacrimoni si fermano sulla soglia, sulla palpebra e non vogliono scendere, si fermano li, appannandomi la vista. La musica che nel mentre è cresciuta ora la sento forte e chiara nelle mie orecchie. Il falò continua ad ardere, mentre noi lentamente, come anime sperdute ci muoviamo verso la nostra stanza. Il tragitto è silenzioso, interrotto solo da piccoli mormorii ed abbracci silenziosi, scambi di affetto e lacrime. È una situazione assolutamente unica e strana, dato che fino a poche ore prima si è ininterrottamente saltato, riso, sognato. Ma quel falò segna un giro di boa, un nuovo inizio. Appena arrivati alla stanza si prende la maglietta, quella maglietta bianca che abbiamo acquistato nei giorni precedenti, e la indossiamo felici come non mai, pronti ad affrontare anche questo, anche questa cosa. La musica e le risa si mescolano tutte assieme, e in un tutt’uno, nel giro di poche ore la maglietta da bianca che era diviene tutta a scaglie, a righe, ma tutte scomposte, tutte con un loro inizio e una loro fine. Sono i pensieri, i messaggi, i segreti che sono maturati nella settimana appena trascorsa, e quale miglior modo di ricordarli se non su se stessi, se non su una maglietta che ci ricorderà in eterno le risa, le lacrime, quel milione di passi che abbiamo fatto per arrivare li. In una settimana abbiamo fatto un numero incalcolabile di amicizie e un numero altrettanto elevato di feste, di cene con gente estranea che nel giro di poche ore è diventata amica, è diventata essenziale. Prima militari, poi cupidi, alla ricerca dell’anima gemella, per poi passare dal caos all’invertito, eh si ci si deve anche travestire per fare breccia nelle mura della diffidenza, un gesto strambo ma assolutamente efficace. Poi si passa ad un contesto più elegante e più formale con una cena a lume di candela, ma le cose da raccontare sono troppe. Dal fruscio delle onde che si infrangono sulla spiaggia, dall’alba che precede la partenza, e in quella rossa alba ci si lascia un pezzo di cuore, si versano altre lacrime nel mare della Puglia. La fine di una avventura coincide con l’inizio di un’altra.

Se non lo vivi non ci credi.

Marwan Chaibi

Marwan Chaibi
Direttore. Classe 2002. Sono Maturando in Chimica Materiali e Biotecnologie, ma amo la lettura e la scrittura, autori preferiti King e Poe. Scrivo anche per ScuolaZoo (il diario del Maturando) e sono anche Hero e RIS (Rappresentante di Istituto). Sono volontario di Crocerossa e come avrete ben capito non sono uno che se ne sta con le mani in mano. Sono un po' un reporter di guerra, ma in tempo di pace, sempre pronto a sondare l'insondabile per farlo emergere con ironia e dinamicità.

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