La domanda sopra la quale vorrei ragionare con voi oggi è: come possiamo condurre una vita più sostenibile, etica e morale senza dover compiere passi indietro rispetto al nostro avanzamento tecnologico?

Prima di tutto io detesto gli estremismi: come non esistono solo il bianco e il nero, non esiste una unica via per aiutare il pianeta. Siamo 7 miliardi di persone ed è giusto che ognuna faccia la propria parte, tenendo conto, ovviamente, dei propri personali bisogni ed esigenze.

Quindi la prima e basica nozione che dobbiamo metterci in testa è: less is more. Cosa significa? Significa che il nostro unico problema riguarda il fatto di dover abituare il nostro corpo e la nostra mente ad adottare una nuova prospettiva, ad abituarsi ad una nuova visione della situazione. Che non significa sradicare la propria vita dalle fondamenta, ricominciare da capo e rinnegare ciò che è stato. La plastica, se non la avessero inventata, non avrebbe permesso il progresso sociale e tecnologico degli ultimi ’50 anni, come l’invenzione del latte in polvere ha permesso a migliaia di bambini di non morire di fame, così come l’avvento degli elettrodomestici e del freezer hanno permesso alla donna di entrare nel mondo del lavoro, molto più che le quote rosa.

Cosa deve fare di differente l’uomo degli anni Duemila rispetto all’uomo del Novecento? Capire che moderno è bello, ma che non per forza è la soluzione migliore. Quindi i sofficini vanno bene, ma non si può dar da mangiare ai propri figli solo prodotti preconfezionati, che le tonnellate di plastica occorre smaltirle da qualche parte e che i voli che mi permettono di raggiungere Torino- Roma in 1 ora anziché in 8 hanno un prezzo (se non in costo del biglietto in inquinamento).

L’Uomo del XI secolo deve uscire dall’ottica consumistica dei fast food, fast fashion, delivery, Amazon prime, take away… non dobbiamo rinunciare, attenzione, ma non possiamo pensare che sia l’unica opzione.

Soprattutto dobbiamo sforzarci di pensare che quando si ottiene tutto e subito questo ha un costo, magari non immediato e non economico. Ma ha un costo in vite, in salute, in sfruttamento: un costo umano e ambientale.

Un esempio piccolo e all’apparenza quasi ininfluente, ma che può aiutarvi a capire cosa intendo e l’avvento, nelle più grandi città di Italia, di Amazon Now, che spedisce alla velocità di due ore … abbiamo veramente bisogno di ricevere quel vestito/cavo del telefono/libro/poltrona/tappetino yoga dopo due ore che abbiamo pigiato “conferma l’ordine”?

Abbiamo disimparato la pazienza.

E da questa riflessione ecco cinque punti sui quali vi consiglio di lavorare, a piccoli passi, per apportare un cambiamento nella vostra vita al fine di renderla il più sostenibile vogliate.

1. Rendi la tua dieta il più vegetale possibile,

2. Compra carne e pesce sostenibile,

3. Passa all’energia rinnovabile,

4. Scegli prodotti con olio di palma sostenibile, contrasta la deforestazione,

5. Compra legno e carta sostenibile, che provenga da foreste gestite eticamente.

E ricordate: progresso, ma non evoluzione… sai come si chiama? ESTINZIONE.

Bianca Garelli

Bianca Garelli
Aspirante psicologa, attuale perditempo. Ad un quarto di secolo raggiunto credo nella parità, nell'intersezionalitá, nel cambiamento climatico, nei bei libri e nell' aperitivo di fine giornata.

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