Nelle scorse settimane si è molto parlato del prof. Alessandro Barbero e delle sue posizioni di critica contro il Green Pass, si è veramente detto e fatto di tutto: i “NO GREEN PASS” lo hanno eletto come nuovo stendardo da portare alle loro manifestazioni, alcuni intellettuali lo definiscono debosciato o pazzo, altri pensano che prima o poi doveva cagare fuori dal vaso, altri ancora dicono che è un intellettuale e quindi può dire e fare cosa vuole, mentre c’è anche chi lo difende a spada tratta.

Ma è davvero così questa storia?

Mi spiego peggio: davvero Alessandro Barbero è fermamente contro il Green Pass e sta cercando di boicottarlo, sfruttando anche la sua popolarità virale, oppure, come spesso accade, abbiamo capito Roma per Toma?

Partiamo contestualizzando decentemente l’accaduto.

Agli inizi di settembre, essendo entrato in vigore l’obbligo di Green Pass per accedere alle università italiane, ha iniziato a circolare un appello firmato da alcune centinaia di docenti sul tema, dichiarando che “l’università è un luogo di inclusione, avviare un serio e approfondito dibattito sui pericoli di una tale misura, evitando ogni forma di esclusione e di penalizzazione di studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo”.

Tra i docenti firmatari, spicca il nome di Barbero…e scoppia la polemica.

Tutti ne hanno parlato, chi per difenderlo, chi per demonizzarlo. Rick DuFer lo bolla addirittura come “ipocrita” nel suo podcast, smontando pezzo per pezzo ogni punto cardine del famigerato documento.

Ma non sono qui né per fare de-debunking, né per mettermi a parlare di vaccini sì no, Green Pass sì no, tanto meno non sono qui per unirmi alla parata di voci che vorrebbero il professore alla gogna o no.

Il punto del mio discorso è “Raga, ma di che c***o stiam parlando??”

Seriamente, Barbero ha espresso e agito secondo una sua opinione PERSONALE, condivisibile o meno, e il popolino ha preso una frase detta da lui strappandola completamente dal suo contesto per usarla ognuno per propri fini.

Il vero putiferio è scoppiato con il suo intervento al raduno della FIOM, nel quale non ha detto né di essere contro il Green Pass, né contro i vaccini, tanto meno a favore dell’obbligo vaccinale.

Ascoltando con attenzione e pensiero critico il famigerato raduno (vi linko tutti i video sull’argomento per farvi la VOSTRA opinione), Barbero esprime i suoi dubbi sul fatto che il Green Pass è una misura “ipocrita” in quanto si comporta da obbligo vaccinale senza esserlo, il cui funzionamento si basa sul portare il cittadino a vaccinarsi pur di godere di alcuni diritti (dal 15 ottobre addirittura il diritto al lavoro), dicendo di aver preferito un invito al vaccinarsi o, addirittura, un obbligo vaccinale a tutti gli effetti.

Tutto questo è avvenuto, ripeto, a un raduno della FIOM nella quale si parlava di lavoratori ai tempi del Covid-19, dove è abbastanza ovvio parlare di situazioni divisive a livello lavorativo e sociale, proponendo opinioni più inclusive; nel dibattito è uscito fuori perfino il timore che il Green Pass dia troppo potere ai proprietari delle aziende, a discapito dei dipendenti.

Quindi, lasciando perdere il discorso ragione sì ragione no, stiamo parlando di un intellettuale che espone un suo dubbio in merito a un argomento dove è naturale e giusto avere un’opinione. Non ha detto che il vaccino provoca l’autismo, o che il Covid è un’invenzione di BigPharma per spacciare farmaci, né altre cretinate pseudo o anti scientifiche, dove l’opinione non deve esistere (ricordo sempre che la velocità della luce non è stata decisa per alzata di mano); Barbero è rimasto nel campo dove un’opinione, anche se contrastante col parere comune, può e dev’essere espressa.

Infatti il problema non è Barbero, il problema siamo noi bertucce da tastiera, noi che cerchiamo un grande saggio per rafforzare le nostre opinioni o che cerchiamo un grande demone per abbattere le opinioni altrui. Noi che ascoltiamo solo la frase che ci garba su un discorso intero per poi sbandierarla ai quattro venti, osannando o demonizzando uomini che, come noi, possono avere opinioni concordanti o meno.

E’ brutto da dire, ma finché non impareremo a usare prima il nostro pensiero critico quando leggiamo una notizia sensazionalistica, moltissimi personaggi pubblici e non finiranno sulla gogna mediatica in pasto a leoni da tastiera, Barbero è solo uno dei tantissimi esempi.

Per concludere il mio sproloquio, ragazzi, leggete bene i titoli, leggete BENE gli articoli prima di condividere e, magari, cercate di sentire tutte le campane prima di farvi la vostra opinione, da avere sempre un quadro completo.

Per saperne di più

video di Rick DuFer

video di Barbasophia

dialogo tra Barbero e Floris riguardo al Green Pass nelle università

Andrea Ghiglia
Fumettista nato a Mondovì molti secoli fa, ormai. Caratterizzato da un forte tabagismo e un viscerale odio verso l'umanità, il prode Andrea si impegna giorno per giorno nel creare vignette e stripes con lo scopo di seminare lo stesso disgusto e orrore che è costretto a provare ogni giorno.

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