Quando marito e moglie prendono la decisione di mettere su casa insieme, molte volte si tendono a dare per scontate molte cose. Sostanzialmente, perché la decisione su di essere compete ad altri: la società produttrice di mattoni, quale miscela corretta dare al calcestruzzo e da quale azienda agricola comprare i sementi per quel bellissimo prato verde da fare di fronte a casa. Generalmente, viene scelto un terreno e si commissiona un progetto (oppure, ne viene scelto uno già pronto), e tutto il resto viene delegato ai tecnici ed ai costruttori edili.

Quello che sta facendo in Parlamento Giuseppe Conte è esattamente l’opposto. In prima battuta sono stati scelti (o meglio, si stanno scegliendo) i Costruttori sui quali l’Italia dovrà fare affidamento per la tenuta del Governo. I termini dell’accordo, gli obiettivi a cui tendere e gli ideali comuni alla base sono stati lasciati soltanto ad un secondo momento, scavalcando quello che dovrebbe essere il naturale ordine delle cose.

E tutto il resto? Al momento, siamo ancora fermi a quello che banalmente potrebbe essere definito come un “Boh, si vedrà”; nonostante una pandemia in corso; nonostante intere famiglie sul lastrico; nonostante la distruzione di quello che doveva essere uno stabile futuro. E questo approccio, purtroppo, non è assolutamente tollerabile, soprattutto se si è alla guida di quel Paese che più di tutti gli altri può essere definito come la culla della società Occidentale. E soprattutto, se nelle logiche degli scontri di palazzo vengono messe da parte le esigenze della popolazione in un periodo drammatico come quello attuale, nella semplice speranza che i cosiddetti costruttori non concludano anzitempo il proprio mandato.

Andrea Massardo
Classe 1995, capelli castani ed occhi azzurri, vivo nel basso cuneese ma sono un tifoso sfegatato della Sampdoria. Forse è per questo motivo che dedico il mio interesse a questioni noiose come la politica e l'economia. Oltre a essere il vicedirettore di Tangram Magazine, collaboro con l'inserto di geopolitica de Il Giornale, InsideOver, occupandomi prevalentemente di politica estera. La citazione che preferisco? "Il destino ha due modi per distruggerci: negare i nostri desideri oppure realizzarli". Ed io, purtroppo, sogno sempre ad occhi aperti.

    You may also like

    Leave a reply

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    5 × uno =